MANDA UNA MAIL ALLA BURANI PROCACCINI
Le prime 5 e-mail

Non vi sarà sfuggita la notizia, riportata da diversi quotidiani:
"NIENTE PIU’ BAMBINI AI CORTEI, LO VIETERA’ UNA LEGGE TARGATA FORZA ITALIA"

I minori di undici anni non potranno partecipare ai cortei politici. Non mancano le sanzioni: i genitori dissenzienti e trasgressori che portano i figli alle manifestazioni verrebbero puniti con una multa da 500 a 2.000 euro.
Inoltre, nel caso in cui i bambini facciano il loro ingresso in manifestazione, i promotori sono tenuti ad annullare la manifestazione, o ad avvertire immediatamente la questura. Non è uno scherzo.
E’ una vera proposta di legge che la forzista Maria Burani Procaccini, presidente della commissione parlamentare per l'infanzia, ha fatto al Parlamento italiano.
"Un minore di 11 anni non può avere la consapevolezza e la capacità di giudizio necessarie per prendere parte ad una manifestazione. Strumentalizzare un bambino, per qualsiasi motivazione, significa mettere in pericolo il suo sereno sviluppo".
Il divieto - curiosamente? - non si applica alle manifestazioni religiose, a quelle sportivo-ricreative e a carattere "esclusivamente" educativo-culturali e alle iniziative che non siano "una forma di protesta contro persone o provvedimenti".
E’ questa la reazione del governo alle manifestazioni degli ultimi mesi che hanno visto in piazza schiere di bambini insieme a genitori e insegnanti, contro la Riforma Moratti.
Nell’ottica di aprire un libero e civile confronto di idee, invitiamo chiunque lo desideri ad esprimersi sull’argomento.

Se volete socializzare le vostre considerazioni, inviate per conoscenza la vostra e-mail anche all’indirizzo unamailallaburani@yahoo.it  per aprire un FORUM sull'argomento "no ai bambini in corteo".
Gli interventi verranno pubblicati sul sito www.comune.bologna.it/iperbole/cespbo

Scrivete ai seguenti indirizzi e-mail:
Burani_M@camera.it  (Deputato Forza Italia Maria Burani Procaccini)
CHIEDENDO DI ESTENDERE LA COMUNICAZIONE A TUTTI I MEMBRI DEPUTATI E SENATORI DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L’INFANZIA
cinfanzia@senato.it  (Commissione Infanzia del Senato)


Le e-mail alla Burani

1.Manifestare con i bambini
Scrivo in merito alla supposta strumentalizzazione dei bambini alla manifestazione di Roma contro la legge Moratti ed alla proposta di legge che alcuni deputati di Forza Italia hanno presentato di conseguenza.
Io a Roma c'ero, insieme ad un bel gruppo di altri insegnanti, genitori e bambini di Parma, e vorrei tranquillizzare coloro che si sono indignati o preoccupati per la presunta immoralità del fatto: nessun genitore ha mandato in piazza i bambini al posto suo, semmai vi si sono recati tutti insieme, famiglie ed insegnanti da ogni parte d'Italia. Gli slogan non erano offensivi ed aggressivi, erano divertenti e gioiosi ed avevano principalmente lo scopo di testimoniare la validità di un modello pedagogico e didattico, quello delle nostre scuole materne ed elementari, che viene smantellato dalla riforma ministeriale, nonostante ci sia invidiato in tutto il mondo. E' onere ed onore dei genitori educare i figli secondo i propri valori. Qualunque scelta facciamo li coinvolge loro malgrado, sia quella di mangiare o meno certi alimenti, festeggiare il venerdì, il sabato o la domenica, o quella di scendere in piazza per manifestare gioiosamente e pacificamente le proprie idee e difendere i propri diritti. Ma anche se ci esponiamo sempre, come genitori, al futuro giudizio dei nostri figli, che, divenuti adulti, potranno seguitare o meno a percorrere la strada che abbiamo loro indicato, l'educazione ai valori, alla democrazia ed alla convivenza civile restano al di là delle posizioni ideologiche, se abbiamo saputo comunicarli loro in onestà e libertà. E poi vorrei chiedere ai tanti indignati e offesi: credete davvero che papà e mamme si sarebbero presi la briga di andare in corteo per difendere una scuola in cui non credono, magari accollandosi la fatica e le spese di un lungo viaggio? Non vorrei che questi signori pensassero che qualche partito ci ha sponsorizzato: in moltissimi casi neppure i sindacati, nonostante avessero dato la loro adesione alla manifestazione, hanno avuto tempo e modo di organizzare trasporti a prezzi "politici". Credono sul serio che per pura e cieca presa di posizione partitica decine di migliaia di persone avrebbero manifestato in favore del Tempo Pieno, se non vedessero crescere felici e consapevoli i loro bambini in quel tipo di scuola? C'è chi i propri figli li manda a partecipare a quiz e giochi televisivi di vario genere. Qualcun altro se li porta per mano in manifestazione. Non credo sia nemmeno lontanamente pensabile mettere in discussione in questo senso la patria potestà. Siamo ormai tristemente abituati a veder bollare come semplice contrapposizione ideologica il dissenso rispetto ai piani governativi: come moltissimi altri cittadini in tutta Italia abbiamo cercato il confronto entrando nel merito della riforma scolastica, noi sì che lo abbiamo cercato davvero, non il ministro Moratti, che dice di aver ascoltato tutti e non ha ascoltato proprio nessuno fra coloro che la scuola la fanno e la vivono ogni giorno.
Nessuno si è reso disponibile a difendere da un punto di vista pedagogico e didattico l'impianto organizzativo ed educativo della scuola che verrà. Speriamo che prima o poi l'atteggiamento cambi, ma ci pare purtroppo che si preferisca continuare invece a cercare il consenso sollecitando lo sdegno dei cittadini su questioni davvero inconsistenti, deviando la loro attenzione da quelli che sono i problemi reali da affrontare.
Roberta Roberti - La scuola siamo noi - Coordinamento Scuole Parma - lascuolasiamonoi@virgilio.it

2.PERCHE' I BAMBINI IN CORTEO NON PIACCIONO AL GOVERNO?
Manifestazioni vietate ai bambini con meno di undici anni.
L’irresponsabile genitore che trasgredisce verrà punito con una multa da 500 a 2.000 euro. Inoltre, se i bambini parteciperanno ai cortei, i promotori sono tenuti ad annullare la manifestazione o ad avvertire immediatamente la questura, e il prefetto deciderà  se impedirla o consentirla, a patto che non vi siano minori di undici anni.
Se non fosse drammatico sarebbe comico.
Ma è tutto scritto nella proposta di legge fatta dalla deputata Maria Burani Procaccini, di Forza Italia.
Intendiamoci: accetto e comprendo che vi siano posizioni contrastanti in merito alla partecipazione dei bambini ai cortei. Molte persone, davvero in buona fede, senza secondi fini, non la ritengono opportuna. E possono avere le loro buone ragioni, che meritano di essere ascoltate.
Ma ciò che trovo inaccettabile è l’atteggiamento ancora una volta punitivo, la vocazione da censore che questo governo CENSORE continua ad esprimere su tutti i fronti.
Dovrei credere alla seria intenzione, disinteressata, degli esponenti del centrodestra di ergersi a nobili paladini dei diritti dei bambini? Sono molto più propensa a credere che siano mossi non da un genuino interesse nei confronti degli under-11, ma unicamente dalla volontà di difendere strenuamente l'operato del governo contro tutto e contro tutti.
La verità (che li infastidisce non poco) è che migliaia di bambini, insieme a genitori ed insegnanti, sono scesi in piazza a protestare contro la Riforma Moratti, e hanno fatto “NOTIZIA”.
LUI, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, se ne è addirittura “lamentato” pubblicamente, dichiarando indignato: «Ho notato che sui giornali è stato dedicato alle proteste sulla scuola uno spazio pari a nove volte quello dedicato alla descrizione della riforma del governo».
E, riferendosi alla manifestazione di Roma del 17 gennaio, ha TUONATO: «Vergogna, la sinistra ha messo in mano a bambini di 5 o 6 anni cartelli non scritti da loro e con affermazioni false».
Dunque si era proprio innervosito. Non lo ha placato la polemica scatenata dal centrodestra, con esponenti del governo che hanno dichiarato: «l'Ulivo non è una opposizione degna di un Paese democratico; d’altronde da chi utilizza anche i bambini per seminare falsità contro la riforma della scuola del Governo Berlusconi non ci si può aspettare granché» (Isabella Bertolini-Forza Italia). E ancora: «Quando dicono che il governo abolisce il tempo pieno, discrimina tra gli studenti e taglia i fondi alla scuola non è che pensano sia vero, ma solo che dirlo fa comodo al partito, così come usare i bambini come cartelli pubblicitari» (Lucio Malan - Forza Italia).
E non lo ha placato nemmeno Emilio Fede, che dal TG4 si è affrettato a denunciare la “strumentalizzazione” dei minori, mostrando lungamente immagini di bambini alla manifestazione di Roma e facendo ascoltare solo gli slogan scelti ad hoc tra quelli che più hanno irritato il Cavaliere.
Qui ci voleva un severo ammonimento, ci voleva una legge per punire questo branco di genitori tardo-bolscevichi che strumentalizza i bambini.
Ma ai prodi difensori dei diritti degli under-11 indifesi è (forse?) sfuggito un piccolo particolare: la gente a Roma il 17 gennaio non ce l’ha portata la sinistra, non era un Congresso dell’Ulivo, non si trattava di una manifestazione di partito.
Le manifestazioni, le assemblee, le occupazioni degli ultimi mesi stanno impegnando tanta GENTE COMUNE, tanta gente mossa da interessi e preoccupazioni non di PARTE, ma di CONTENUTO.
Alle manifestazioni, insieme ai loro figli, ci vanno tantissimi genitori per niente rassicurati dalla “scuola dei miracoli” propagandata con ogni mezzo dal governo.
Ad esempio con l’agenda “Una scuola per crescere”, che ritrae svariati bambini sorridenti, alunni felici della scuola “riformata”. O con gli spot televisivi, sempre con bambini entusiasti come testimonial.
O con l’accattivante opuscolo “QUI QUO QUA, viaggio alla scoperta della nuova scuola”, che i miei figli, così come altre centinaia di migliaia di ragazzini italiani, hanno trovato allegato a “Topolino”, tra un depliant di giocattoli e una pubblicità di telefonini di ultima generazione.
Ma questa sopra descritta NOOO, non è strumentalizzazione dei bambini.

Comunque, nonostante ai miei occhi sia evidente il vero obiettivo di una siffatta proposta di legge, mi sono chiesta se “strumentalizzo” i miei figli portandoli in manifestazione.
Non credo siano stati “strumentalizzati”, sono stati certamente “disillusi”.
Perchè, nel loro candore, pensavano che: <<Se così tante persone insieme protestano contro questa legge, allora dovranno cambiarla ! >>. Invece hanno imparato che non è così.
Ma è davvero sbagliato insegnare ai nostri figli che si può dissentire da un provvedimento governativo che non condividiamo? Secondo me, potrebbe essere una grande lezione di educazione civica, se dall’altra parte ci fosse
un governo APERTO AL CONFRONTO, che rispetti le posizioni divergenti impegnandosi a rispondere a tutte le domande, anche a quelle “scomode”.

In qualità di genitori, facciamo continuamente delle scelte per i nostri figli, a cominciare dal nome che scegliamo per loro. Alla religione o non religione che scegliamo per loro. Ai vestiti e ai giocattoli che gli compriamo. A come li nutriamo e curiamo. Ai libri che prima gli leggiamo e poi leggono. Ai programmi televisivi e film che possono o non possono guardare. A quale scuola frequentare.
Facciamo continuamente delle scelte educative che influiranno sul loro essere persone adulte, un domani. Persone che pensano, che scelgono, che si interrogano, che ascoltano, che rispettano le diversità.

Il tema “bambini in corteo” è controverso? Parliamone.
Se il governo non apre un confronto civile, ma aggredisce, inveisce, ammonisce, proibisce, vieta, punisce, facciamolo noi. Noi che ai nostri figli vogliamo insegnare ad ascoltare gli altri. Noi che vogliamo incoraggiarli ad esprimere i loro talenti, le loro idee. Perchè i bambini hanno le loro idee. Diamo voce ai loro pensieri.
Oggi ho chiesto a mia figlia, che deve ancora compiere 10 anni - e quindi, secondo la Burani Procaccini, NON HA L'ETA' per "predendere parte ad una manifestazione"- perchè viene ai cortei con noi genitori.
Lei, con la sua consueta calma,  mi ha risposto che:

«PERCHE’ SIAMO NOI CHE DOBBIAMO ANDARE A SCUOLA, NON SONO GLI ADULTI. E’ DA QUATTRO ANNI CHE FACCIO IL TEMPO PIENO E MI PIACE PERCHE’ POSSO STARE PIU’ TEMPO CON I MIEI AMICI E CON TUTTE E DUE LE MIE MAESTRE. PER QUESTO MI SEMBRA GIUSTO ANDARE ALLE MANIFESTAZIONI».

...Ed ora, accusatemi di “strumentalizzarla”, multatemi pure, ma, se lo vorrà, lei in manifestazione ci verrà ancora.
Valeria De Vincenzi, mamma di tre bambini, genitore del Coordinamento bolognese in difesa del Tempo Pieno e Prolungato e della Scuola Pubblica

3.BAMBINI IN PIAZZA CONTRO LA MORATTI
Il ministro Moratti ha presentato il 12 settembre il primo decreto attuativo della legge 53/03 relativo alla scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Tale decreto ha ricevuto aspre e ben circostanziate critiche da chi di scuola si occupa da molto tempo, a differenza del ministro Moratti.
Sto parlando non solo di sindacati e di avversari politici, ma di decine e decine di migliaia di insegnanti e genitori, di molti dirigenti scolastici (nonostante il ricatto dello spoil system), dell'ANCI (i Comuni italiani), delle Regioni (di qualunque colore), del CNPI (il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione), di eminenti personalità del mondo della cultura, dell'università e dello spettacolo, delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato (persino moltissimi esponenti della sua maggioranza l'hanno pregata di riscrivere il decreto, salvando il Tempo Pieno, quello con le iniziali maiuscole, non quello delle semplici 40 ore settimanali).
Dal 12 settembre ad oggi il Ministero ha divulgato gli articoli del decreto, poi un commento che ne forniva una interpretazione quantomeno dubbia, atta a smentirne gli aspetti più contestati; su pressione dell'ANCI e della Conferenza Stato-Regioni ha poi accolto alcuni emendamenti che smentivano sia il testo che il commento, completando il pasticcio delle libere interpretazioni. Infine, pressata dai dirigenti scolastici allarmati per il futuro delle loro scuole, ha emanato una circolare sulle iscrizioni prima della defnitiva approvazione del decreto (non ancora divenuto legge), creando un disagio diffuso fra le famiglie dei nuovi iscritti e provocando le proteste dei dirigenti scolastici, a corto di risposte per i genitori ed impossibilitati a configurare gli organici per il prossimo anno scolastico. Bene, troviamo quantomeno singolare, ma purtroppo degno dei nostri tempi, che nel caos totale in cui versa la scuola alcuni esponenti della maggioranza che governa il nostro paese non trovino nulla di meglio da fare che impegnarsi in un'interrogazione parlamentare su quello che considerano l'uso immorale di bambini festosi portati in piazza sabato 17 a Roma in difesa del Tempo Pieno e della scuola pubblica, minacciata dalla "riforma" del ministro Letizia Moratti. Vorrei solo ricordare a questi signori due cose.
Prima di tutto che in Italia esiste ancora una patria potestà, per cui dato per scontato che i piccoli non siano stati rapiti nè siano scesi in corteo da soli, i loro genitori sono assolutamente liberi di portarli dove vogliono. C'è chi li manda a fare quiz in TV e chi in Piazza del Popolo a manifestare: potremmo discutere a lungo su quale sia la strumentalizzazione più evidente e condannabile e rimarremmo probabilmente ciascuno della propria idea. In secondo luogo, che il ministro Moratti ha utilizzato decine di bambini per i suo spot televisivi e per gli opuscoletti pubblicitari oltrechè per la "bellissima" agenda inviata agli insegnanti (che, beffa delle beffe, in tante scuole italiane deve ancora arrivare), cortesemente rispedita al mittente in migliaia di copie. Sono dei piccoli attori? Ha chiesto il permesso di pubblicarne le foto? Ha contattato i loro genitori?
Saremmo molto curiosi di saperlo, visto che la ministra si è indignata alle vergognose illazioni di chi, vedendo la sua propaganda, ha sostenuto che quelle immagini siano state prese su set cinematografici ed in teatri di posa, in scuole di cartapesta insomma, triste preludio di ciò che, se passa il decreto, resterà della pubblica istruzione.
Ci permettiamo di chiederLe, gentile Onorevole, di prendere piuttosto in considerazione in che modo sarebbero rispettati i diritti dei bambini qualora venisse approvata una riforma che di fatto non si preoccupa in primo luogo di metterli al centro del servizio educativo, asserendo che compito della scuola è "innanzitutto fornire un servizio alle famiglie"; una riforma che si ripropone di garantire 40 ore settimanali di scuola per andare incontro alle esigenze dei genitori che lavorano, ma che dimentica le esigenze dei bambini ed il loro sacrosanto diritto, come soggetti deboli che lo Stato ha il dovere di difendere, di avere un tempo-scuola di qualità.
Una riforma che rispetta tanto i bambini da ignorare qualsiasi presupposto pedagogico e didattico, non tenendo conto dei loro tempi di crescita e di apprendimento, dei loro bisogni relazionali; una riforma che sostituisce la competizione alla cooperazione, discriminando chi è più debole per diverse ragioni (economiche, fisiche, psicologiche, culturali....).
Siamo certi che Lei saprà tenere in dovuta considerazione queste nostre riflessioni, condivise quantomeno dagli oltre 110.000 cittadini che hanno firmato nei mesi scorsi per il ritiro del decreto del 12 settembre.
Ringraziandola per la Sua attenzione, Le porgiamo distinti saluti
Roberta Roberti - La scuola siamo noi - Coordinamento Scuole Parma - lascuolasiamonoi@virgilio.it

4.PERCHE’ NON SI VIETA LA PUBBLICITA’ O LE TENSIONI NEGLI STADI?
Gent.ma Sig.ra Burani,
siamo genitori di due bambini di 8 e 11 anni.
Di fronte alla sua proposta di legge che vieti la partecipazione di minori alle manifestazioni politiche, ci chiediamo:
- perche' si ritiene deplorevole "strumentalizzare i bambini" per esprimere un dissenso e non lo e' "strumentalizzarli"  come piccoli consumatori ed inondarli di pubblicita' a loro mirate?
- perche' ci si preoccupa di evitare loro le "tensioni" dei cortei e non quelle ben piu' forti degli stadi?
Ci viene da pensare che la risposta sia da ricercare solo nel tornaconto economico....
Silvia Cappelli e Roberto Cecchini

5. PRETENDONO DI CONTROLLARE ANCHE LE COSCIENZE DEI NOSTRI FIGLI...
Buongiorno,  sono il papà di due bambini di 2 e 7 anni ;
saltiamo i convenevoli di rito e veniamo al dunque. La prima considerazione sorge spontanea, ha dei figli e se sì che tipo di educazione ha loro impartito?
Poi, come presidente della commissione parlamentare per l’infanzia, dovrebbe usare la sua carica e le sue energie  per proporre e risolvere problemi ben più importanti della partecipazione di un bambino ad una manifestazione; mi sento offeso come genitore, quando si dice “ che un bambino di meno di 11 anni non può avere la consapevolezza e la capacità necessarie  per prendere parte ad una manifestazione; strumentalizzare un bambino, per qualsiasi motivazione, significa mettere in pericolo il suo sereno sviluppo".
Io non strumentalizzo i MIEI FIGLI, ma cerco di educarli secondo principi etici e morali, dandogli gli strumenti, fin dalla più tenera età, per cercare di comprendere ciò che li circonda, senza nessun tipo di condizionamento di carattere politico, religioso, razziale.
Ogni giorno io e mia moglie ci adoperiamo per il loro sereno sviluppo, spiegando  loro quello che succede, facendogli fare attività sportiva, portandoli a manifestazioni culturali e ludiche e centellinando la visione della televisione, che forse voi volete mettere al centro dell’educazione infantile, o che usassimo come baby sitter, vista la cancellazione del tempo pieno grazie alla riforma Moratti
Solo nei regimi più totalitari vigeva il sistema di irregimentare i bambini e mi aspetto al più presto l’iscrizione obbligatoria ai Balilla, la messa quotidiana obbligatoria e la delazione (modello Stasi) dei figli nei confronti di quei genitori, che osano esprimere un idea politica contraria a quella sdella maggioranza.
Le manifestazioni a cui abbiamo partecipato, non erano dei cortei politici, ma sicuramente una forma di protesta contro un provvedimento, che ci fa tornare indietro di decenni; va bene che avete il controllo pressoché totale dei massmedia, ma pretendere di controllare le coscienze dei NOSTRI FIGLI mi sembra francamente troppo.
A voi non interessa assolutamente niente del futuro dei NOSTRI FIGLI, che dovranno risollevarsi dal cumulo di macerie che state provocando all’interno di quello stato sociale che state smantellando, per il vostro principio liberista, improntato solo sul profitto e sulla massificazione delle idee.
Giù LE MANI DAI NOSTRI FIGLI, W LA LIBERTà DI ESPRESSIONE E DI PENSIERO
P.S. un consiglio: si dimetta da parlamentare e faccia qualcosa di più utile per la comunità! E se proprio volesse farmi un piacere, potrebbe estendere questa e mail a tutti i membri deputati e senatori della commissione parlamentare per l'infanzia.
Sentitamente vostro, Riccardo Lazzarin e famiglia.