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Trieste
Comitato contro il Piano-Gelmini / Cesp-TS
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Firme raccolte contro il maestro unico
6.312
Iscrizioni di garanzia
975

Volantini per i genitori:

Per salvare le compresenze (modello di garanzia)

Dossier: Cosa si perde e cosa si "guadagna" nell'Era Gelmini

Una lettura dei documenti ministeriali per capire come sta mutando il progetto

Volantino per i genitori

Volantino in sloveno
vol sloveno in pdf

Modulo per la raccolta di firme contro il maestro unico - versione pdf

Invitiamo i genitori che ne condividono il contenuto a fotocopiarli e a distribuirli chiedendo ai docenti e ai dirigenti di indire assemblee con un confronto sulle riforme della scuola

Lista delle scuole di Trieste
Segnalateci i vostri volantinaggi, chiedeteci i contatti attivi per quella scuola

 

Prossimi appuntamenti:

Insegno da 11 anni...
Lettera alla stampa di Barbara Duda, insegnante di Trieste

15 novembre: Inaugurazione dell'era Gelmini: parlano le maestre in piazza Borsa
Lezione 1 Lezione 2 - Navighiamo a vista 1 a vista 2- Mafalda

28 ottobre: un altro fiume illuminato percorre Trieste. 2.000 alla fiaccolata. foto1 foto2 foto3 cartello cartello2 coro


25 ottobre!! Un fiume scorre a Trieste!!! Enorme manifestazione degli studenti e un coro di No alla Gelmini, dalla scuola d'Infanzia all'Università. Foto:

Interventi:

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Iniziative cittadine fatte a Trieste

Trieste: prima uscita in piazza, raccolte 350 firme, riallacciati tantissimi contatti, partita ufficialmente la campagna di settembre contro il maestro unico! Il Piccolo p. 1

Trieste: sabato 13 raccolta firme e microfono aperto in piazza Borsa, dalle 10,30 alle 12,30. Resoconto

26 settembre, piazza Unità in 500. Cronaca del "Piccolo"


Anche il Comitato presente a Roma alla manifestazione dei 500 mila, insieme ad un centinaio di Triestini e Monfalconesi giunti in pullman o in treno.

Mozioni e documenti

     
     

 

L’assemblea dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di San Canzian d’Isonzo Al Dirigente Scolastico Ai referenti di plesso Al Collegio Docenti Al Consiglio d’Istituto ISTITUTO COMPRENSIVO “DANTE ALIGHIERI” di SAN CANZIAN D’ISONZO

Oggetto: considerazioni e comunicazioni in merito alle recenti normative in materia di organizzazione scolastica

L’assemblea dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di San Canzian d’Isonzo, riunitasi in data giovedì 23 ottobre 2008, alla presenza della R.S.U. d’istituto,

VISTO
il decreto-legge 27 maggio 2008, n° 93, “Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie”;
lo “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze”, di cui all’art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
l’art. 64, “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”, della legge 6 agosto 2008, n. 133 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”;
l’art. 3 del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, "Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali";
il decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”;

CONSIDERATO
quanto emerso sui vari organi di stampa e nel corso di svariate trasmissioni radiofoniche e televisive sul tema di che trattasi;

RILEVA
la mancanza di programmazione a lungo termine sulla scuola, già carente nel corso delle ultime legislature;
la strumentalizzazione dei dati sulla situazione della scuola pubblica italiana, finalizzata alla giustificazione dei provvedimenti presi, senza un preciso approfondimento di una realtà molto più complessa rispetto a quella rappresentata;
l’assenza di riferimenti pedagogici in un quadro riformatore dal carattere meramente economico, nel quale i contenuti educativi e didattici dovranno adattarsi ad un “contenitore” ridotto sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi, a causa dei tagli previsti;
la compromissione della qualità dei servizi essenziali e dell’offerta formativa a fronte del taglio del personale docente e non docente, del considerevole aumento del rapporto alunni-insegnante, della riduzione del tempo-scuola e dell’accorpamento o della chiusura delle scuole più piccole, anche considerando le normative che prevedono un adeguato rapporto fra spazio e numero di alunni;
la riduzione dell’orario settimanale di lezione, con l’ipotesi del turno unico antimeridiano per la scuola dell’infanzia, a fronte di una richiesta sempre più ampia di aumento del tempo scuola da parte delle famiglie;
l’unilateralità delle decisioni assunte, senza un adeguato e opportuno confronto con gli operatori scolastici, né sperimentazione alcuna, né il sostegno di evidenze scientifiche, a supporto di innovazioni con forti implicazioni didattico-pedagogiche:
in particolare le conseguenze negative derivanti dall’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria:
- la mancata suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: “il maestro unico” dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei cinque anni con ripercussioni negative sulla didattica e sugli apprendimenti;
- la rinuncia alle competenze specifiche acquisite dai docenti nei diversi ambiti disciplinari, dall’istituzione dei moduli fino ad oggi;
- il forte abbassamento del livello qualitativo dell’insegnamento dell’inglese, che verrebbe demandato ad un insegnante privo di specializzazione, per il quale è previsto un corso di formazione di sole 150-200 ore, mentre, attualmente, il docente di inglese è provvisto di specializzazione conseguita tramite apposito corso di studi a livello universitario;
- l’impossibilità di programmare ed impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento; ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine;
- l’impossibilità ad effettuare le uscite didattiche nel territorio: per evidenti questioni di sicurezza il singolo insegnante non potrà uscire dalla scuola con la classe; fino ad oggi la presenza di più insegnanti e le compresenze hanno reso possibile tale didattica;
- l’impossibilità per i genitori di rapportarsi ad un team di insegnanti; il riferimento diverrebbe unico, senza appello, senza possibilità di un confronto a più voci;
- la scomparsa delle compresenze e quindi della possibilità di provvedere alle sostituzioni di emergenza in caso di assenze dei docenti, nonché di organizzare laboratori, progetti, percorsi specifici di recupero per gli alunni in difficoltà o attività di arricchimento che prevedano lavori di gruppo oppure ancora ulteriori iniziative a favore dell’integrazione degli alunni stranieri;
- la riduzione drastica del tempo pieno o, nella migliore delle ipotesi, la trasformazione delle ore pomeridiane di lezione da attività curricolare a “dopo-scuola”;
più in generale il pericolo di una penalizzazione dell’intera organizzazione scolastica che causerebbe forti limitazioni, fino all’impossibilità di svolgere le iniziative oggi ampiamente diffuse: i lavori per piccoli gruppi, le uscite didattiche, l’attuazione dei progetti, i laboratori, le attività di recupero e potenziamento; in definitiva riducendo le opportunità garantite dall’arricchimento dell’offerta formativa, volte a far accrescere l’autostima nei giovani e ad integrare al meglio gli alunni diversamente abili e gli alunni stranieri, trattandosi di iniziative che necessitano di competenza, tempo, contemporaneità, possibilità di raccordo tra insegnanti;
il taglio indiscriminato al personale amministrativo, tecnico, ausiliario, che non consentirebbe né un efficace funzionamento dei servizi di segreteria, già attualmente oberati di lavoro, né l'indispensabile rapporto di collaborazione all'attività didattica, né garantirebbe un adeguato servizio di vigilanza e assistenza agli alunni, con particolari implicazioni per quanto concerne l’assistenza ai piccoli della scuola dell’infanzia, anche considerando l’introduzione delle “classi primavera”;
lo svilimento e il discredito a cui è stata sottoposta l’intera classe insegnante, anche da parte di autorevoli esponenti del governo;

CONSIDERATO INOLTRE
le analisi emerse in sede di consigli di intersezione, interclasse e classe;
le comunicazioni e le iniziative di dissenso dei vari plessi dell’Istituto;
le comunicazioni e le iniziative di dissenso di altre istituzioni scolastiche;
gli elementi sorti dalla discussione in data odierna nel corso dei lavori dell’assemblea;

ESPRIME
la propria preoccupazione per le conseguenze dei provvedimenti legislativi, già emanati o in corso di approvazione, sul diritto allo studio e sulla qualità dell’offerta formativa della scuola pubblica statale;

RITIENE
di fondamentale importanza informare l’utenza e la cittadinanza delle conseguenze sociali e culturali del piano di “essenzializzazione” che investe e stravolge la scuola pubblica statale;
imprescindibile proporre un progetto di riforma che sia tale e che affronti i problemi della scuola adottando un’ottica diversa dal risparmio a tutti i costi;

CONSIDERA
la scuola pubblica statale un’opportunità di crescita, di miglioramento e di sviluppo per tutti ed in particolare per i più deboli, richiamando il diritto allo studio sancito dalla Costituzione;

CONDIVIDE
le parole di illustri esponenti del mondo della scuola, dell’istruzione e della formazione che hanno contribuito alla crescita culturale del nostro paese soprattutto sul tema dell’integrazione dei disabili: “Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciatura, selezione produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti…” (Andrea Canevaro e Dario Ianes);

DICHIARA
di voler istituire un apposito comitato di rappresentanza che curerà la comunicazione interna ed esterna al corpo docenti, garantendo il raccordo con tutte le componenti coinvolte nel progetto di riorganizzazione scolastica;
di voler promuovere iniziative d’informazione, garantendo - a tutte le componenti scolastiche, all’utenza ed alla cittadinanza - la possibilità di accogliere le motivazioni relative alle decisioni assunte;
di volerne riferire sia nel corso di apposite riunioni, sia in occasione di incontri pubblici e sia tramite gli organi di stampa o attraverso altri mezzi propagandistici;
di voler sospendere tutti i viaggi di istruzione e le uscite didattiche sul territorio previste per l’anno scolastico 2008-2009, quale forma di disapprovazione rispetto alle scelte attuate dal governo e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, garantendo quanto previsto dal C.C.N.L.;
di voler limitare i progetti da inserire nel P.O.F., fatti salvi quelli già avviati e definiti, nel rispetto delle posizioni assunte da ogni singolo plesso e degli impegni già presi con associazioni ed enti esterni, con le stesse motivazioni di cui al punto precedente.

Documento elaborato e approvato a maggioranza dall’assemblea sindacale
dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di San Canzian d’Isonzo

Pieris, 23 ottobre 2008

Collegio dei Docenti dell'Istituto Comprensivo San Giovanni di Trieste Al Ministro dell’Istruzione, All’Ufficio Scolastico Regionale All’Ufficio Scolastico Provinciale Al Consiglio di Istituto Ai neo-eletti rappresentanti di classe Alla stampa

In riferimento ai decreti 133 e 137 sulla scuola, il Collegio dei Docenti dell'Istituto Comprensivo San Giovanni di Trieste esprime le seguenti riflessioni sulle modifiche che riguardano la scuola primaria e quella secondaria di primo grado.

Il superamento della figura del “maestro unico” è avvenuta quasi vent'anni fa, a seguito di un grande dibattito. E' stata una riforma largamente condivisa, risultato di un confronto serio e appassionato tra le varie componenti coinvolte nel processo educativo. Questa modalità, democratica e partecipativa, ha favorito il coinvolgimento dei docenti, che in questi anni hanno sentito di impegnarsi per qualcosa in cui credevano.
La divisione delle discipline consente a ciascun insegnante di aggiornarsi e di essere preparato maggiormente, molto più di quando un maestro “tuttologo” doveva insegnare tutte le materie, per tutto il programma.
Il confronto con i colleghi, inoltre, permette di cogliere la complessità della realtà e di trovare strategie più efficaci in classi che diventano sempre più eterogenee e di fronte a bambini sempre più complessi. Anche rispetto ai genitori il gruppo docente può fornire un rapporto più ricco ed equilibrato.
Il team docente garantisce maggiormente la continuità nei vari anni scolastici e rende possibile effettuare supplenze nelle classi senza introdurre elementi esterni.
La pluralità dei docenti, in molte scuole, ha altresì permesso di fornire alle famiglie un importante servizio: il tempo pieno qualificato.
Nel le scuole medie le compresenze (peraltro già pesantemente erose dalla necessità di coprire le supplenze) hanno dato la possibilità di offrire ad alunni e famiglie il tempo prolungato pomeridiano, nonché numerose ed efficaci proposte didattiche, quali: percorsi di recupero, di potenziamento, attività di alfabetizzazione e integrazione per alunni stranieri. Ed infine hanno permesso di realizzare varie attività di laboratorio, le quali costituiscono un arricchimento dell’offerta formativa molto apprezzato dalla cittadinanza.
La scuola dell’infanzia è luogo di qualificata collaborazione tra le insegnanti e palestra fondamentale per esperienze di socializzazione e d’apprendimento, luogo per antonomasia dove i tempi devono essere distesi ,altro che scuola solo del mattino!
Di tutt'altro segno, purtroppo, sono i decreti governativi del 2008. Emanati in fretta e furia, senza poggiare su nessuna seria motivazione pedagogica, imposti senza confronto e discussione, essi prevedono il ritorno al maestro unico alla primaria e la sostanziale eliminazione delle compresenze alla secondaria.
I suddetti decreti porteranno quindi ad un drastico impoverimento dell’offerta formativa e ad una riduzione del tempo scuola, con la conseguente eliminazione di un tempo scuola pomeridiano qualificato.
Di uguale segno negativo è da considerarsi l’emendamento approvato lo scorso 14/10, che prevede l’istituzione di classi separate per gli alunni stranieri il quale, oltre a richiamare tragici precedenti storici, risulta di impossibile ed inefficiente attuazione e butta a mare, in un solo colpo, le numerose buone pratiche, finanziate dallo stesso Ministero, in atto da almeno un decennio nella scuola italiana. Pratiche che coniugano l’alfabetizzazione con l’integrazione e la valorizzazione di una didattica interculturale, indispensabile strumento educativo per preparare le nuove generazioni ad una realtà sempre più globalizzata.
Riteniamo che le decisioni del Ministro Gelmini siano sbagliate nei contenuti e offensive nelle modalità: sperperano tutte le competenze acquisite dagli insegnanti in questi anni, ignorano le buone pratiche presenti nel sistema scolastico e lo colpiscono e stravolgono proprio laddove esso dimostra di funzionare con efficienza.

Al di là delle affermazioni, esse non vanno incontro né alle esigenze dei genitori né al bisogno di qualità dell'insegnamento. L’unico obiettivo dei decreti emanati sembra essere il risparmio economico. Ma la scuola è il futuro della nostra società, e nel futuro noi vogliamo credere e investire.
Questo Collegio, che si riunisce dopo la conversione in legge del Decreto, ribadisce la propria ferma contrarietà ai provvedimenti in esso contenuti e, riafferma la propria competenza in materia di scelte pedagogico-didattiche, si impegna a fare opera di informazione e sensibilizzazione presso la cittadinanza tutta.
Inizia oggi il tempo delle mobilitazioni che si protrarranno sino alla cancellazione della legge.

Assemblea dei genitori dell’I.C. Dante (TS) In data odierna si è svolta, con inizio alle ore 18.00, l’assemblea dei genitori dell’I.C. Dante Alighieri, comprendente la scuola primaria Aldo Padoa e la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. Ha presieduto l’assemblea il Presidente del Consiglio d’Istituto, sig. Michelazzi Ettore.
La partecipazione è stata più che buona, considerando che la convocazione riguardava soprattutto problematiche relative alla scuola primaria.
Questo l’ordine del giorno:

1) relazione e commenti sulla Legge n. 133/2008 e sul D.M. n.137 del 1/9/08;
2) varie ed eventuali.

Il presidente ha comunicato in primo luogo la decisione del Coordinamento tra i Presidenti dei Consigli di Istituto di indire un’assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza per un dibattito
e un confronto sulle leggi sopraccitate, da indire nel prossimo mese di novembre.
E vero infatti che ormai il cosiddetto decreto Gelmini passerà domani con il voto di fiducia al Senato, ma vanno ancora discussi i regolamenti attuativi, sui quali ci possono essere ancora margini di pressione da parte dell’opinione pubblica.
Verso la fine della riunione sono intervenute anche alcune maestre, che hanno confermato tutte le problematiche che insorgeranno con questa riforma, molte delle quali citate anche in un documento ufficiale del Collegio docenti dell’Istituto Comprensivo Roli (Borgo S. Sergio) che di seguito riassumo:
L’insegnante tornerebbe ad essere solo con la sua classe, dovrebbe insegnare in 24 ore settimanali, tutte le materie, non potrebbe svolgere attività per gruppi, nè attività di laboratorio, non potrebbe fornire l’aiuto necessario ai bambini con problemi di apprendimento, non potrebbe effettuare uscite didattiche nel territorio, non potrebbe confrontarsi con altri colleghi.
I bambini avrebbero meno opportunità di conoscere, apprendere, approfondire e meno possibilità di relazione (tanto con gli adulti che con i coetanei).
Le famiglie, di fronte ad un tempo scuola ridotto e meno qualificato, dovrebbero ricorrere ad enti o strutture extrascolastiche, spesso private, con i costi che possiamo immaginare.
Andrebbero perse le competenze sul lavoro collegiale e progettuale degli insegnanti, sulla suddivisione delle aree disciplinari, (che ha permesso, nel tempo, a ciascun docente di arricchire le proprie competenze), sulle ore di compresenza dei docenti che consentono di realizzare attività di laboratorio per gruppi (informatica, teatro, danza, ed. scientifica, fotografia, att. grafico pittoriche, ecc.), interventi di recupero individualizzato per alunni in situazione di difficoltà, uscite didattiche o visite guidate su un’ampia offerta formativa, in grado di fornire ai bambini gli strumenti per comprendere i nuovi linguaggi e le trasformazioni della società attuale.

Si è parlato poi in generale dei punti sotto citati, e in particolare
di quelli segnati in neretto:

Legge n. 133/2008
- deleghe al Governo a modificare il sistema scolastico;
- riduzione dei finanziamenti alla scuola che in parte andranno alle risorse contrattuali;
- incremento di un punto del rapporto alunni-docente entro l’a.s. 2011/2012;
- riduzione del 17% del personale ATA;
- riduzione delle ore settimanali di lezione;
- modifica del numero di alunni per classe;
- ridefinizione dei centri di istruzione per gli adulti;
- riduzione delle scuole sottodimensionate;
- previsione di ridefinizione dei percorsi di istruzione e formazione professionale;
- blocco del turn-over e dei finanziamenti ordinari nel mondo universitario e della ricerca;
- ampio ricorso al lavoro flessibile e precario;
- possibilità di trasformazione delle Università in Fondazioni di diritto privato finanziate con denaro pubblico;
- severa responsabilizzazione all’attuazione dei tagli da parte dell’area dirigenziale.

D.M n.137 del 1/9/08 (c.d. Decreto Gelmini)
- insegnamento dell’Educazione Civica nell’ambito di Storia e Geografia;
- valutazione in decimi;
- voto in condotta;
- unico insegnante e 24 ore settimanali per la scuola
primaria.

Bilancio di previsione dello Stato per l’a.s. 2008
- forte riduzione dei finanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico;
- ulteriore riduzione delle spese per le supplenze brevi.

Piano Integrato del 19 settembre
- Scuola dell’Infanzia con orario solo 8.30-12.30;
- Elementari: Maestro unico e scomparsa dei moduli e del Tempo Pieno;
- Riduzione a 29 ore delle ore settimanali alle Medie (ora 32-
33);
- Riduzione a 32 ore per gli Istituti Tecnici e Professionali (ora 36-40) e a 30 per i Licei;
- Aumento per tutti degli alunni per classe;
- Accorpamenti e tagli di circa 2000 scuole (in particolare in relazione alle scuole della minoranza slovena della Provincia di Trieste).

I punti toccati sono stati parecchi, e molto sentiti dai presenti; si è deciso all’unanimità di manifestare con chiarezza alcune posizioni emerse dalla discussione.

L’assemblea all’unanimità esprime quindi le seguenti considerazioni:
- una forte CONTRARIETA verso la re-introduzione del maestro unico, verso la riduzione dell’orario scolastico sia nella scuola primaria che nelle scuole secondarie di primo e secondo grado e verso la riduzione delle scuole; è noto che la scuola primaria italiana viene considerata di eccellenza a livello europeo e funziona bene, e quindi non deve essere bistrattata, specialmente attraverso decreti e ricorsi al voto di fiducia;
- una forte PREOCCUPAZIONE per i tagli al personale docente (circa 87.000) e ATA (circa 44.000) e in generale per la riduzione dei finanziamenti alla scuola, con conseguenti disfunzioni del servizio scolastico;
- una grande APPRENSIONE per il disagio sociale che si verrà a creare quando, a causa dei tagli di orario, le famiglie e le mamme si troveranno costrette a scelte difficili sulla gestione dei figli, compresa la possibilità di dover rinunciare al posto di lavoro.

L’assemblea è stata sciolta alle ore 19.15 circa.

Il Presidente del Consiglio d’Istituto
Ettore Michelazzi

L’assemblea dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di San Canzian d’Isonzo

ISTITUTO COMPRENSIVO “DANTE ALIGHIERI” di SAN CANZIAN D’ISONZO

Al Dirigente Scolastico Ai referenti di plesso Al Collegio Docenti Al Consiglio d’Istituto

Oggetto: considerazioni e comunicazioni in merito alle recenti normative in materia di organizzazione scolastica

L’assemblea dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di San Canzian d’Isonzo, riunitasi in data giovedì 23 ottobre 2008, alla presenza della R.S.U. d’istituto,

VISTO
il decreto-legge 27 maggio 2008, n° 93, “Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie”;
lo “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze”, di cui all’art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
l’art. 64, “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”, della legge 6 agosto 2008, n. 133 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”;
l’art. 3 del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, "Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali";
il decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”;

CONSIDERATO
quanto emerso sui vari organi di stampa e nel corso di svariate trasmissioni radiofoniche e televisive sul tema di che trattasi;

RILEVA
la mancanza di programmazione a lungo termine sulla scuola, già carente nel corso delle ultime legislature;
la strumentalizzazione dei dati sulla situazione della scuola pubblica italiana, finalizzata alla giustificazione dei provvedimenti presi, senza un preciso approfondimento di una realtà molto più complessa rispetto a quella rappresentata;
l’assenza di riferimenti pedagogici in un quadro riformatore dal carattere meramente economico, nel quale i contenuti educativi e didattici dovranno adattarsi ad un “contenitore” ridotto sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi, a causa dei tagli previsti;
la compromissione della qualità dei servizi essenziali e dell’offerta formativa a fronte del taglio del personale docente e non docente, del considerevole aumento del rapporto alunni-insegnante, della riduzione del tempo-scuola e dell’accorpamento o della chiusura delle scuole più piccole, anche considerando le normative che prevedono un adeguato rapporto fra spazio e numero di alunni;
la riduzione dell’orario settimanale di lezione, con l’ipotesi del turno unico antimeridiano per la scuola dell’infanzia, a fronte di una richiesta sempre più ampia di aumento del tempo scuola da parte delle famiglie;
l’unilateralità delle decisioni assunte, senza un adeguato e opportuno confronto con gli operatori scolastici, né sperimentazione alcuna, né il sostegno di evidenze scientifiche, a supporto di innovazioni con forti implicazioni didattico-pedagogiche:
in particolare le conseguenze negative derivanti dall’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria:
- la mancata suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: “il maestro unico” dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei cinque anni con ripercussioni negative sulla didattica e sugli apprendimenti;
- la rinuncia alle competenze specifiche acquisite dai docenti nei diversi ambiti disciplinari, dall’istituzione dei moduli fino ad oggi;
- il forte abbassamento del livello qualitativo dell’insegnamento dell’inglese, che verrebbe demandato ad un insegnante privo di specializzazione, per il quale è previsto un corso di formazione di sole 150-200 ore, mentre, attualmente, il docente di inglese è provvisto di specializzazione conseguita tramite apposito corso di studi a livello universitario;
- l’impossibilità di programmare ed impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento; ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine;
- l’impossibilità ad effettuare le uscite didattiche nel territorio: per evidenti questioni di sicurezza il singolo insegnante non potrà uscire dalla scuola con la classe; fino ad oggi la presenza di più insegnanti e le compresenze hanno reso possibile tale didattica;
- l’impossibilità per i genitori di rapportarsi ad un team di insegnanti; il riferimento diverrebbe unico, senza appello, senza possibilità di un confronto a più voci;
- la scomparsa delle compresenze e quindi della possibilità di provvedere alle sostituzioni di emergenza in caso di assenze dei docenti, nonché di organizzare laboratori, progetti, percorsi specifici di recupero per gli alunni in difficoltà o attività di arricchimento che prevedano lavori di gruppo oppure ancora ulteriori iniziative a favore dell’integrazione degli alunni stranieri;
- la riduzione drastica del tempo pieno o, nella migliore delle ipotesi, la trasformazione delle ore pomeridiane di lezione da attività curricolare a “dopo-scuola”;
più in generale il pericolo di una penalizzazione dell’intera organizzazione scolastica che causerebbe forti limitazioni, fino all’impossibilità di svolgere le iniziative oggi ampiamente diffuse: i lavori per piccoli gruppi, le uscite didattiche, l’attuazione dei progetti, i laboratori, le attività di recupero e potenziamento; in definitiva riducendo le opportunità garantite dall’arricchimento dell’offerta formativa, volte a far accrescere l’autostima nei giovani e ad integrare al meglio gli alunni diversamente abili e gli alunni stranieri, trattandosi di iniziative che necessitano di competenza, tempo, contemporaneità, possibilità di raccordo tra insegnanti;
il taglio indiscriminato al personale amministrativo, tecnico, ausiliario, che non consentirebbe né un efficace funzionamento dei servizi di segreteria, già attualmente oberati di lavoro, né l'indispensabile rapporto di collaborazione all'attività didattica, né garantirebbe un adeguato servizio di vigilanza e assistenza agli alunni, con particolari implicazioni per quanto concerne l’assistenza ai piccoli della scuola dell’infanzia, anche considerando l’introduzione delle “classi primavera”;
lo svilimento e il discredito a cui è stata sottoposta l’intera classe insegnante, anche da parte di autorevoli esponenti del governo;

CONSIDERATO INOLTRE
le analisi emerse in sede di consigli di intersezione, interclasse e classe;
le comunicazioni e le iniziative di dissenso dei vari plessi dell’Istituto;
le comunicazioni e le iniziative di dissenso di altre istituzioni scolastiche;
gli elementi sorti dalla discussione in data odierna nel corso dei lavori dell’assemblea;

ESPRIME
la propria preoccupazione per le conseguenze dei provvedimenti legislativi, già emanati o in corso di approvazione, sul diritto allo studio e sulla qualità dell’offerta formativa della scuola pubblica statale;

RITIENE
di fondamentale importanza informare l’utenza e la cittadinanza delle conseguenze sociali e culturali del piano di “essenzializzazione” che investe e stravolge la scuola pubblica statale;
imprescindibile proporre un progetto di riforma che sia tale e che affronti i problemi della scuola adottando un’ottica diversa dal risparmio a tutti i costi;

CONSIDERA
la scuola pubblica statale un’opportunità di crescita, di miglioramento e di sviluppo per tutti ed in particolare per i più deboli, richiamando il diritto allo studio sancito dalla Costituzione;

CONDIVIDE
le parole di illustri esponenti del mondo della scuola, dell’istruzione e della formazione che hanno contribuito alla crescita culturale del nostro paese soprattutto sul tema dell’integrazione dei disabili: “Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciatura, selezione produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti…” (Andrea Canevaro e Dario Ianes);

DICHIARA
di voler istituire un apposito comitato di rappresentanza che curerà la comunicazione interna ed esterna al corpo docenti, garantendo il raccordo con tutte le componenti coinvolte nel progetto di riorganizzazione scolastica;
di voler promuovere iniziative d’informazione, garantendo - a tutte le componenti scolastiche, all’utenza ed alla cittadinanza - la possibilità di accogliere le motivazioni relative alle decisioni assunte;
di volerne riferire sia nel corso di apposite riunioni, sia in occasione di incontri pubblici e sia tramite gli organi di stampa o attraverso altri mezzi propagandistici;
di voler sospendere tutti i viaggi di istruzione e le uscite didattiche sul territorio previste per l’anno scolastico 2008-2009, quale forma di disapprovazione rispetto alle scelte attuate dal governo e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, garantendo quanto previsto dal C.C.N.L.;
di voler limitare i progetti da inserire nel P.O.F., fatti salvi quelli già avviati e definiti, nel rispetto delle posizioni assunte da ogni singolo plesso e degli impegni già presi con associazioni ed enti esterni, con le stesse motivazioni di cui al punto precedente.

Documento elaborato e approvato a maggioranza dall’assemblea sindacale
dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di San Canzian d’Isonzo
- stampato in proprio -

Pieris, 23 ottobre 2008

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Istituto Comprensivo San Giovanni (TS)

- Al Ministero dell'Istruzione , - All'Ufficio scolastico Regionale - All'Ufficio scolastico Provinciale, - Al Dirigente Scolastico dell’ Istituto Comprensivo San Giovanni - Al Collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo San Giovanni - Al Consiglio d'Istituto dell’IC San Giovanni - Al Comune e alla Provincia di Trieste - Agli Organi d’informazione

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Istituto Comprensivo San Giovanni riunitisi in assemblea il giorno 13 ottobre 2008 alle h 8,30 presso l’Auditorium della scuola L. Mauro, prese in esame le disposizioni in materia scolastica con attuazione prevista dall'anno scolastico 2009/10 contenute nella legge 133/08, nel DL 137/08 e nello Schema di Piano Programmatico del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'Economia e delle finanze di cui all'art. 64 del decreto legge n. 112-08 convertito dalla legge n.133 - 6 agosto 2008
unanimemente si oppongono allo smantellamento del diritto allo studio,sancito dalla Costituzione, che si creerebbe attraverso i provvedimenti legislativi in corso di discussione.
Tali provvedimenti cambierebbero definitivamente l'istituzione della scuola pubblica, dello Stato, obbligatoria e gratuita per tutti, in un differenziato e privatizzato servizio a domanda, per giunta anche a pagamento, attraverso
-la paventata trasformazione degli istituti scolastici in fondazioni,
- il ritorno del maestro unico, la cancellazione del tempo pieno, l’eliminazione degli insegnanti specialisti di lingua inglese nella scuola primaria, la riduzione del tempo-scuola per tutti gli ordini e gradi(dalla scuola dell’infanzia ai corsi per adulti), l'abnorme aumento del rapporto alunni-insegnante, nonché il definitivo abbandono della scuola dell'infanzia al settore privato, punti collegati agli ennesimi e smisurati tagli che subirebbe il personale docente,
- l'ulteriore taglio indiscriminato al personale A.T.A, taglio che non consentirebbe né l'indispensabile rapporto di collaborazione all’attività didattica, né un efficace funzionamento dei servizi di segreteria, già attualmente oberati di lavoro,
- la definitiva scomparsa di importanti figure collaborative, quali ad esempio il/la bibliotecario/a d'Istituto, mansione svolta usualmente da docenti inidonei per motivi di salute.
Tale selvaggia riduzione degli organici porterà all’espulsione del personale precario che da anni e anni permette alla scuola di funzionare e costituisce una naturale occasione di rinnovamento della scuola italiana
In un momento così delicato, l'assemblea ritiene di fondamentale importanza la diffusione e la circolazione di corretta ed ampia informazione presso i genitori e la cittadinanza tutta, riguardo ai processi in atto ed alle loro conseguenze sociali, e si impegna in tal senso.
Per quanto esposto, l'assemblea decide
- all' unanimità di appoggiare e sostenere tutte le forme di lotta che si prospetteranno nel merito.
Trieste, lunedì 13 ottobre 2008

Il Collegio dei Docenti dell'I.C. “Lucio”, Muggia (TS)

Al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano
Al presidente del Senato Renato Schifani
Al Presidente della Camera Gianfranco Fini
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
Al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca scientifica Mariastella Gelmini
Al Ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti
Ai Senatori e ai Deputati della Repubblica Italiana Ai Collegi Docenti delle altre istituzioni scolastiche
Agli organi di stampa
Alle organizzazioni sindacali
Alle associazioni della società civile

Il Collegio Docenti dell’I.C. “Giovanni Lucio” di Muggia (Trieste) presa visione del D.L. 1 settembre 2008 n. 137 riguardante “disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”, con particolare riguardo all’art. 4 “insegnante unico nella scuola primaria”, rileva:
·La mancanza di progettualità a lungo termine sulla scuola da parte dei diversi governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni.
·L’unilateralità della decisione di cui all’art. 4 del D.L. sopra citato, senza adeguato confronto con gli operatori della scuola, senza alcuna sperimentazione ed evidenza scientifica a sostegno.
·La volontà di andare a gravare, per risolvere le problematiche della scuola italiana, ancora una volta su un ordine di scuola riconosciuto internazionalmente come funzionante (tra il quinto e l’ottavo posto nelle rilevazioni internazionali Ocse), senza agire su altri segmenti di istruzione (scuola secondaria di primo e secondo grado) dove storicamente si concentrano criticità.
·Lo svilimento della professionalità docente dalle dichiarazioni del ministro Gelmini.
·L’azzeramento di più di trent’anni di esperienza pedagogica, che aveva creato capacità di lavoro di equipe, crescita professionale e sviluppo di specifiche competenze didattiche disciplinari da parte dei docenti.
·La dispersione dei risultati raggiunti attraverso il piano di formazione e aggiornamento attuato dal 1985 per formare i docenti al lavoro in equipe.
·La frustrazione delle aspettative di lavoro di docenti che già da lunghi anni operano nella scuola e di persone che hanno iniziato il percorso formativo universitario predisposto per intraprendere la carriera di insegnante.
·Le motivazioni a sostegno della positività psico-pedagogica legata alla reintroduzione dell’insegnante unico. A tal proposito, si rileva l’incoerenza del progetto ministeriale con il pluralismo che a tutti i livelli interessa la società attuale; inoltre si fa notare che l’organizzazione degli ordini di scuola adiacenti alla scuola primaria (scuola dell’infanzia e scuola secondaria di primo grado) garantisce ai discenti una pluralità e dunque una ricchezza di figure con le quali relazionarsi.
·La grande incertezza sulla nuova organizzazione del tempo scuola e del numero di alunni per classe, anche ai fini della definizione dei piani dell’offerta formativa.

Il Collegio Docenti, desidera inoltre porre l’attenzione e proporre una riflessione sulle ricadute negative della reintroduzione della figura dell’insegnante unico:
·Cambiamento di prospettiva nel processo apprendimento-insegnamento: non più il bambino al centro, con i suoi processi di apprendimento, ma l’insegnante che insegna.
·Prevalenza di modalità didattiche che privilegiano la metodologia meramente trasmissiva della lezione frontale, a scapito di altre metodologie (problem solving, euristiche, …) maggiormente efficaci, ma che richiedono programmazione e organizzazione adeguate.
·Depauperamento della qualità dell’offerta formativa, in termini di reale possibilità per l’individualizzazione dell’insegnamento, per attuare interventi di potenziamento delle eccellenze e di recupero delle difficoltà, per compiere uscite didattiche, per organizzare attività di laboratorio.
·Abbattimento della capacità progettuale della scuola in termini di collaborazione con enti esterni quali enti territoriali, azienda sanitaria, servizio sociale, altre associazioni.
·Diminuzione progressiva delle competenze professionali dei docenti per mancanza di costante e sistematico confronto nell’equipe pedagogica e perdita immediata del team teaching.
·Dubbi sulla reale e funzionale prosecuzione del tempo pieno.
Si ritiene inoltre che il ritorno alla figura dell’insegnante unico per ogni classe andrà, nei fatti, a riproporre situazioni di criticità nell’insegnamento che la sperimentazione, la ricerca e l’adeguamento delle normative ci avevano permesso di superare, per esempio:
·Il problema che la figura dell’insegnante unico si traduca nell’impossibilità per il bambino di instaurare relazioni positive. Da un punto di vista pedagogico è più formativo che un bimbo possa misurarsi con una pluralità di metodi, di stili di insegnamento, di personalità per aver più stimoli che lo aiutino a crescere.
·Il problema che l’insegnante unico, tuttologo e isolato, incorra in inevitabili ed inconsapevoli errori di valutazione (Es: Effetto Pigmalione, sull'effetto delle aspettative degli insegnanti sugli tudenti studiato da R. Rosenthal) e non sia in grado di osservare, riconoscere ed affrontare con la necessaria tempestività la pluralità di problematiche presenti nella classe (handicap, disturbi di apprendimento, disagio sociale, alunni stranieri).
·Il pericolo che l’isolamento in cui l’insegnante dovrà operare lo esponga a maggior rischio di burnout.
Desideriamo concludere queste nostre riflessioni con una citazione che ben riassume il nostro sentire:
“Ciò che occorre in un’epoca come la nostra di esasperata articolazione e specializzazione dei saperi, è una pluralità concorde che sappia costruire con coerenza, nella quale, come in un’orchestra, il singolo offra il proprio contributo ad un discorso d’insieme.”
(Cesare Scurati *)
Muggia, 12 settembre 2008
Il Collegio dei Docenti dell'I.C. “Lucio”

LETTERA APERTA ALLE FAMIGLIE del Collegio dei docenti dell'Istituto comprensivo Roli di Trieste LETTERA APERTA ALLE FAMIGLIE E AI CITTADINI

Negli ultimi giorni avrete certamente appreso dai giornali o dalla televisione che il Consiglio dei Ministri, attraverso un decreto legge, ha stabilito, a partire dal prossimo anno scolastico,
IL RITORNO DEL MAESTRO UNICO NELLA SCUOLA ELEMENTARE.
L’insieme dei mass media non ha finora dato il rilievo necessario all’evento, e non ha informato adeguatamente l’opinione pubblica sulle ricadute che questa scelta politica avrebbe per la scuola italiana, per gli alunni e le loro famiglie.
Noi, che nella scuola lavoriamo, e che cerchiamo, pur tra mille difficoltà, di farla funzionare al meglio, abbiamo il dovere, quindi, di spiegare a tutti, quello che accadrebbe se questo decreto venisse realmente applicato.

Oggi la scuola elementare, tanto quella a modulo che quella a tempo pieno, è fondata:

• sul lavoro collegiale e progettuale degli insegnanti,
• sulla suddivisione delle aree disciplinari, (che ha permesso, nel tempo, a ciascun docente di arricchire le proprie competenze),
• sulle ore di compresenza dei docenti che consentono di realizzare: attività di laboratorio per gruppi (informatica, teatro, danza, ed scientifica, fotografia att. grafico pittoriche ecc..), interventi di recupero individualizzato per alunni in situazione di difficoltà, uscite didattiche o visite guidate, progetti specifici di arrichimento dell’offerta formativa),
• su un tempo scuola adeguato alle esigenze degli alunni e delle loro famiglie,
• su un’ampia offerta formativa, in grado di fornire ai bambini gli strumenti per comprendere i nuovi linguaggi e le trasformazioni della società attuale.

IL RITORNO AL MAESTRO UNICO FAREBBE ARRETRARE LA SCUOLA DI TRENT’ANNI:

• L’insegnante tornerebbe ad essere solo con la sua classe, dovrebbe insegnare in 24 ore settimanali, tutte le materie, non potrebbe svolgere attività per gruppi, nè attività di laboratorio, non potrebbe fornire l’aiuto necessario ai bambini con problemi di apprendimento, non potrebbe effettuare uscite didattiche nel territorio, non potrebbe confrontarsi con altri colleghi.
• I bambini avrebbero meno opportunità di conoscere, apprendere , approfondire e meno possibilità di relazione (tanto con gli adulti che con i coetanei)
• Le famiglie, di fronte ad un tempo scuola ridotto e meno qualificato, dovrebbero ricorrere ad enti o strutture extrascolastiche, spesso private, con i costi che possiamo immaginare.

SAREBBE QUESTA LA SCUOLA EUROPEA DI CUI TANTO SI PARLA?

Noi docenti non possiamo assistere inerti all’ affossamento di una scuola che abbiamo contribuito a costruire e che viene riconosciuta universalmente valida.
Ci batteremo, con tutte le nostre energie, perché questo provvedimento non venga attuato e chiediamo a tutti di unirsi a noi in questa lotta.

IL COLLEGIO DEI DOCENTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO GIANCARLO ROLI

Mozione dei docenti dell’IC Roiano Gretta di Trieste

11 settembre 2008
Al Ministro della (pubblica) Istruzione
Al dirigente dell’IC Roiano Gretta

Agli organi di stampa

I docenti dell’IC Roiano Gretta riuniti in assemblea sindacale il giorno 11 settembre 2008 dichiarano:
La propria contrarietà netta per motivi pedagogico-didattici e occupazionali alla decisione del governo di reintrodurre il maestro unico nella scuola elementare che distruggerebbe l'impianto didattico, abbasserebbe la qualità, comporterebbe l'espulsione dalla scuola di un'intera generazione di giovani insegnanti.
La contrarietà alle misure punitive per i dipendenti della scuola e del pubblico impiego malati che si ritrovano con decurtazioni salariali, con un obbligo di residenza di 12 ore e tutto ciò mentre il governo taglia ulteriormente i fondi destinati ad assicurare i supplenti.
La contrarietà al combinato: tagli di organico-aumento del numero di alunni per classe, che comporta disagio per gli alunni/e e per gli insegnanti, abbassamento della qualità della scuola e minori possibilità di offrire supporto personalizzato e individualizzato nelle classi con alunni migranti e nei casi di disagio, svantaggio e handicap.

L’assemblea richiede quindi l’abrogazione della norma del maestro unico, il ritiro delle misure punitive per i dipendenti malati e una svolta nei finanziamenti dedicati alla scuola pubblica che permetta di operare con dignità e qualità.

L’assemblea sindacale insegnanti IC Roiano Gretta all'unanimità